Un’avventura nel passato – In viaggio con Simone Grimoldi


Arriva l’estate, nessun programma per le ferie.
Apro il computer e comincio a guardare qualche offerta. Tante, pacchetti completi, tutto organizzato, c’è sempre qualcuno che organizza al tuo posto, è molto comodo.
E subito mi sento male.
Già durante la quotidianità ci svegliamo e abbiamo la giornata piena di impegni, è tutto già pronto, sappiamo cosa dovremo fare, quando e come. Non posso farlo anche in vacanza, non quest’anno.
Così apro le mappe di google, le fisso per un pezzo senza saper decidere, quale stato?
Perchè non più di uno!
E così comincio a tracciare il percorso. Come? Inserisco i waypoint sulle strade che passano nei tratti più verdi della mappa. Natura. Voglio la natura e l’avventura. Nessuna grande città, no al turismo di massa, voglio riscoprire il senso del viaggio.
Segno qualche punto in cui potrei trovare alloggi e niente di più, non ho intenzione di dettarmi regole. Troverò strada facendo quello che serve e se non lo trovassi, mi porto dietro una tenda, si troverà un posto dove metterla per passare la notte.
Dopo poco è chiaro, l’itinerario mi sta portando in Romania. E Romania sia!
10 giorni, 10 tappe, 4800 Km – Programma intenso ma l’energia non manca e la voglia è tanta.
Carica la moto, tenda pronta e via!
Partenza da Milano verso le strade del Mortarone fino in cima allo Stelvio, immancabile il panino con la salsiccia in cima allo stelvio! Da qui si stacca internet e si seguono le tracce offline passando dal versante Svizzero dello Stelvio, verso il brennero e finalmente Austria!
Non ha bisogno di presentazioni, i balconi colorati dai gerani in fiore mi accompagnano nelle vallate su asfalto perfetto in un dondolio di curve che sta già riempiendo di ossigeno i polmoni e la mente.
Dopo quasi 550km noto un campeggio, è carino, ombreggiato, mi sembra il posto ideale. Monto velocemente la tenda e dopo qualche chiacchera con i gestori, arriva il tramonto. Pronti per i prossimi giorni!




Oggi si entra in Slovacchia, questa la tappa più faticosa mentalmente. Lasciate le valli fresche e verdi dell’Austria si entra in un territorio nettamente più pianeggiante, brullo, con strade molto più dritte stile Route 66. Intorno campi di grano e coltivazioni, per km e km, infinito.
A 30km dal confine Ucraino mi fermo a riposare e riprendere le energie per il giorno dopo. Il grande giorno.
Al mattino preso attraverso in un attimo l’Ungheria ed eccomi finalmente nel cuore del viaggio, mi accoglie la Romania.


Profumo di Pino. Mi accompagnerà per tutti i giorni trascorsi in Romania seguendo le strade contorcersi tra le enormi vallate dei Carpazi.
Qui la vita rallenta, i carri trainati dai cavalli, i cani liberi sono i veri rè della strada. Un salto nel passato.
Il calore dell’accoglienza Rumena è inaspettato e piacevolissimo. Mi fermo quasi per caso ad un chiosco, strada facendo. Fanno i Mici, tipiche salsicce Rumene, non posso non provarle. Qui incontro Cristian Tiberiu Mihalahe, il proprietario. Ha girato il mondo come artista ballerino, ha trascorso 16 anni a Napoli dove ha aperto un’accademia di danza che ancora oggi, a distanza, mantiene attiva per i giovani che vogliono imparare l’arte e lui, all’età di 55 anni, ritirato dal mondo dell’arte, oltre a cucinare degli strapitosi Mici, si gode la vita più lenta nella natura.
La cultura Rumena è incredibilmente molto più vicina alla nostra di quanto ci si possa aspettare. è l’unico paese, circondato da stati slavi, che ha mantenuto una radice culturale Latina e forse la Colonna Traiana nella nostra capitale è solo un esempio di quanto i nostri stati siano più vicini di quanto si possa immaginare.
Oggi dormo in un campeggio di fortuna, in effetti il giardino di una famiglia che mi ha accolto tra loro nella valle che separa il parco nazionale di Rodna e quello dei monti Maramures. L’indomani la tappa proseguirà seguendo i Carpazi e portandomi poco dopo Brazov dove si erge il famoso castello di Dracula!


Sesto giorno, Transfăgărășan. La strada più bella d’europa.
Costruita nel 1970 come strada militare strategica è un capolavoro di curve che si inerpicano partendo dalle fitte foreste di alti pini fino ai 2000 metri di altitudine dove la vegetazione si fa più bassa e lascia spazio allo sguardo su una vallata infinita. Un’esperienza indimenticabile che porterò sempre con me come l’incontro vis a vis con gli orsi che popolano questa valle. Semplicemente incredibile.
Pochi rimpianti nell’andare avanti, so che domani sarà un altro grandissimo giorno perchè percorrerò la Transalpina. Tutt’altro che seconda alla Transfagarasan direi più prime a pari merito. Le morbide curve che si susseguono per oltre 90Km mi portano in vetta ai monti dove davvero lo sguardo si può perdere nell’infinto della natura. Non ci sono parole per raccontarlo. Qui si respira il senso della libertà. Dalla strada asfaltata Transalpina si distaccano un’infinità di tracciati sterrati, tutti percorribili e che non potevo farmi mancare. Questi ti portano in cima ai colli dove ti trovi immediatamente immerso nel verde, solo con qualche mucca al pascolo che non si disturba al mio passaggio, ad ascoltare il vento che soffia. Non chiedevo nient’altro.



Dopo questo spettacolo della natura mi avvio ormai verso la fine dell’avventura.
Rientro attraversando i Balcani verso la meno ospitale Serbia per sbucare nella verde Bosnia ed Erzegovina dove gli innumerevoli corsi d’acqua creano delle piscine naturali in cui concerdersi di tanto in tanto un veloce bagno.
Una visita veloce a Sarajevo, è sabato e c’è il mercato della frutta e verdura ma soprattutto formaggi, ne compro un po’ per la sera e corro dal gommista. Si perchè in Serbia ho praticamente finito la gomma anteriore e nelle continue curve della Bosnia, dopo qualche “slittata” di avvertimento, mi sono deciso che era il caso di fare un PitStop. Gomma nuova, cena presa, verso il campeggio.
Al mio arrivo non trovo i proprietari ma un gruppo di ragazzi del Belgio mi dicono che è normale. La famiglia è andata ad un compleanno, ma mi posso accomodare, sono il benvenuto.


Monto la tenda e dopo un bel bagno in piscina, facciamo una bella cena in compagnia. Io ci metto formaggio e pomodori, i nuovi amici, da bravi Belghi, Birra e grappa locale e la serata prosegue veloce tra chiacchere, risate con la colonna sonora di Goran Bregović in sottofondo.



Al mattino seguente lascio qualche marco bosniaco incastrato sull’auto dei proprietari del campeggio che non ho mai incontrato, e mi rimetto in marcia. Entro in Slovenia e non riesco a fermarmi. Strade perfette, asfalto che invita ad andare, passano 100, 200, 300 km ma sono talmente belli che la fatica non si sente. Arriva però un temporale da lontano quindi mi rintano in una taverna per la notte.
Il giorno successivo rientro a casa con gli ultimi 580 km.


Le tracce.
1) Casa – Passo stelvio – Camping Innsbruck/Natterer See 400km
2) Camping Innsbruck – Camping Zlaté piesky 570Km
3) Camping Zlatè – Camping U Borovice 500 Km
4) Cambing U Borovice – Camping Pension Borsa – 300Km
TRAMITE UNGHERIA
5) Camping Borsa – Campingul Vampirul 430Km
6) Transfarafagasfas
8) Camping Asin – Tent Camping sarajevo 417km
9) Sarajevo – Croazia 400km
10 Rientro
