Viaggio da tripla A , AAAADVENTOURING BALKAN TOUR 2026 –
Il Balkan Tour 2026 si è concluso così come era iniziato: con gli occhi pieni di strada, le moto sporche di polvere e quella sensazione difficile da spiegare che arrivano solo dopo aver vissuto qualcosa di vero.
Per otto giorni abbiamo attraversato off road i Balcani in moto, percorrendo oltre 1800 chilometri da Milano a Trieste e poi Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Albania ed alla fine Durazzo Ancona , riviera del Conero e ritorno a Milano totale 2700 a fine tour.
Un viaggio intenso, autentico, a tratti duro, ma capace di regalarci panorami incredibili, emozioni profonde e uno spirito di gruppo che è cresciuto chilometro dopo chilometro.
Non è stato semplicemente un tour.
È stata un’avventura vissuta fino in fondo e come diciamo noi sempre … Vieni con noi sulle strade della passione.
Tutto inizia il 22 maggio da Milano con una tappa di avvicinamento, poca autostrada per salvaguardare le gomme tassellate , Milano -San Bonifacio e poi Padova , Caorle su bellissime strade secondarie fino a Muggìa (Trieste)









Le 11 moto e quell’adrenalina che accompagna ogni grande viaggio. Le prime ore di trasferimento verso la Slovenia e Croazia sono servite a entrare lentamente nel ritmo dell’avventura, lasciandoci alle spalle la routine quotidiana e iniziando a respirare il sapore della strada.








Arrivati nei dintorni di Fiume, il gruppo si è finalmente ritrovato al completo con lo staff di WPA in jeep e carrello moto e bagagli.




Durante il briefing serale si percepiva chiaramente l’entusiasmo di tutti: qualcuno era alla sua prima esperienza nei Balcani, altri tornavano su queste terre con il desiderio di riviverne l’atmosfera selvaggia. Ma una cosa era chiara fin dall’inizio: nessuno sarebbe tornato a casa uguale a prima.
Le prime piste croate ci hanno accolto con sterrati facili ma panoramicamente spettacolari. Tra mare Adriatico, montagne e strade secondarie immerse nella natura, il gruppo aveva iniziato subito a trovare il proprio ritmo. Le moto scorrevano veloci sulla terra battuta mentre il paesaggio cambiava continuamente intorno a noi.
Uno dei momenti più iconici delle prime giornate è stato senza dubbio l’arrivo alla Base Zeljava.







Entrare con le moto dentro quell’enorme aeroporto militare abbandonato, scavato nella montagna durante l’epoca jugoslava, aveva regalato sensazioni difficili da descrivere. Il rumore dei motori rimbombava nei tunnel bui mentre tutto intorno restavano i segni di un passato ancora vivo tra quelle pareti fredde e immense.
Poco più avanti arrivate le rocce di Jasenice e gli incredibili panorami sul mare. Luoghi capaci di obbligarti a fermarti, spegnere la moto e restare semplicemente in silenzio davanti all’immensità del paesaggio.
Ma è stato entrando in Bosnia che il viaggio ha cambiato completamente dimensione.
Le piste sono diventate più selvagge, i villaggi più autentici e l’atmosfera ancora più intensa. Il villaggio Lukomir davvero fuori dal mondo
















Attraversare il Canyon della Zrmanja è stato uno di quei momenti che resteranno impressi nella memoria di tutti. Le acque turchesi del fiume scorrevano tra pareti rocciose enormi creando uno scenario quasi irreale.
Ogni sosta diventava occasione per osservare, respirare e rendersi conto di quanto quei luoghi fossero speciali.
Poi sono arrivati i segni della guerra.





Vecchi carri armati abbandonati, edifici ancora distrutti, aree segnate dai campi minati. Nei Balcani il passato non è mai troppo lontano, e guidare attraverso quei territori ci aveva fatto capire quanto queste terre abbiano vissuto dolore, resistenza e rinascita. Fanno riflettere i tantissimi piccoli cimiteri persi sulle montagne e saltano all’occhio le date dei ragazzi coetanei (1958-1966).





In quei momenti il viaggio aveva smesso di essere soltanto un’esperienza off-road. Era diventato qualcosa di più profondo.
Le giornate successive ci hanno portato nel cuore della Bosnia più autentica. Sterrati panoramici, montagne infinite e piccoli villaggi immersi nel silenzio avevano accompagnato il gruppo fino al Lago Rama, uno dei luoghi più suggestivi dell’intero tour.






Le sue acque cristalline e la pace assoluta che si respirava sulle rive hanno regalato un momento di calma totale dopo ore di guida.






E poi Mostar! Ed il suo famoso ponte.




Dopo giorni di polvere e piste, il tornare in città a 39 gradi nel traffico ha creato un contrasto incredibile. Lo Stari Most, simbolo della Bosnia e della sua rinascita, ci aveva accolti in tutta la sua bellezza. Osservare il ponte e respirare quell’atmosfera sospesa tra Oriente ed Europa ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti del viaggio.
Ma il meglio doveva ancora arrivare.
Entrando in Montenegro, il Balkan Tour 2026 ha raggiunto il suo apice dal punto di vista paesaggistico e motociclistico.
Le montagne gigantesche, gli sterrati ancora più spettacolari e i panorami quasi impossibili da raccontare con una fotografia. Il passaggio nella zona di Bjelašnica, con le sue strutture abbandonate e l’atmosfera surreale, aveva regalato immagini che sembravano uscite da un film post-apocalittico.
Poi il Parco Naturale del Durmitor che ci ha accolti con ancora qualche lingua di neve sulla bellissima strada panoramica ed una temperatura bella freschina.




Per molti è stata la tappa più bella dell’intero viaggio.
Piste infinite immerse nelle montagne montenegrine, altipiani enormi, laghi alpini e sterrati perfetti da guidare.






Ogni curva, un continuo saliscendi apriva scenari nuovi e ogni sosta diventava un momento per guardarsi intorno increduli davanti alla bellezza di quei luoghi.
C’erano momenti in cui nessuno parlava.
Si sentiva solo il vento, il rumore delle moto e quella sensazione incredibile di essere completamente lontani da tutto.
Una salita sassosa ed impegnativa ci ravvicinati alla storia delle Olimpiadi Sarajevo 1994 oramai all’abbandono ed il villaggio olimpico a valle per fortuna riutilizzato e ristrutturato come moderna zona turistica.









Ed è proprio lì che il gruppo si era trasformato davvero.
Condividere fatica, polvere, passaggi impegnativi e giornate intere in sella ha creato un legame autentico tra tutti i partecipanti. Ogni aiuto durante un tratto difficile, ogni risata a fine giornata, ogni cena condivisa dopo centinaia di chilometri ( tappe da 280 km al giorno ) aveva contribuito a creare qualcosa che andava oltre il semplice viaggio organizzato.
Siamo partiti come due gruppi di amici.
Siamo tornati come compagni di avventura.
Gli ultimi giorni verso Podgorica e Durazzo hanno avuto un sapore diverso. Le piste hanno lasciato spazio lentamente all’asfalto mentre la consapevolezza della fine del viaggio iniziava a farsi sentire.
Nessuno voleva davvero arrivare al porto, nemmeno un cuscinetto del mio T7 che ha ben deciso di abbandonare la strada 😀 ma grazie alla jeep assistenza abbiamo raggiunto il porto senza problemi.






Gli ultimi chilometri verso Durazzo sono stati accompagnati da quella malinconia tipica delle grandi avventure. Le soste panoramiche sembravano durare qualche minuto in più, i caschi si toglievano più lentamente e ogni sguardo raccontava la stessa identica cosa: il desiderio di continuare ancora.
Poi è arrivato il traghetto.
Durante la traversata verso Ancona il gruppo ha rivissuto ogni momento del viaggio: le piste croate, il silenzio della Bosnia, i panorami del Durmitor, le difficoltà affrontate insieme e quella sensazione di libertà assoluta che solo un viaggio adventure riesce a regalare.
Davanti ad una bottiglia di vino italiano già si confabulava e programmava la ripartenza.
Siamo tornati a casa stanchi, sporchi di polvere e con migliaia di immagini nella testa.
Ma soprattutto siamo tornati con qualcosa in più.
Perché il Balkan Tour 2026 non è stato soltanto un viaggio in moto.
È stato un concentrato di emozioni vere, natura selvaggia, storia e amicizia.
Waypoint Adventure ha accompagnato il gruppo lungo tutto il percorso con Matteo e Michele guide esperte, assistenza tecnica grazie al 4×4 di Davide prezioso anche per il supporto logistico trasporto bagagli, sempre premuroso Davide che, arrivando prima a fine tappa ha sempre organizzato il nostro arrivo in moto. Dopo non meno di 10 ore in sella hai il solo miraggio della cena e di una doccia.
Ma la vera essenza di questo viaggio resterà nelle emozioni vissute da ogni partecipante.
Nel rumore delle moto dentro la Base Zeljava.
Nel silenzio davanti al Lago Rama.
Nella polvere delle piste montenegrine.
Il musino dell’orsetto curioso fermo in mezzo alla pista.
Nelle risate condivise a fine giornata.
Negli sguardi stanchi ma felici dopo centinaia di chilometri di offroad.





















Nell’attesa di tagliare i salami dí Cesare Alberto che ci hanno saziato per tutti i ristori di tappa.

Ed ecco quindi il nostro racconto di viaggio 🧳 scritto con calma nei due giorni di stop 🛑 forzato a Sirolo (An) in attesa della riparazione del mio T7.





Grazie, Waypoint Adventure Team per il bellissimo viaggio e grazie a tutti i partecipanti per aver condiviso questa bellissima Xperience e per la donazione finale per il nostro progetto VIENI CON NOI SULLE STRADE DELLA PASSIONE con Fondazione Heal.









Grazie ai nostri partners Caberg , le preziosissime radio Midland, gomme Anlas Capra X Rally e Bsure Risemousse , Emblema , Sxi Parts Racing & GiantLoop. La navigazione Hugerock ed abbigliamento TLA.









PANORAMICA DEL VIAGGIO
Viaggio in moto off-road attraverso i Balcani occidentali, con partenza dall’Italia e sviluppo del tour tra Croazia, Bosnia e Montenegro.
Il percorso privilegia sterrati panoramici, strade storiche e aree di grande valore paesaggistico e culturale, incluse ex zone di guerra.
Il tour termina in Albania con trasferimento su asfalto fino a Durazzo e rientro in traghetto verso l’Italia.
Il tour è organizzato da WAYPOINT ADVENTURE con il supporto tecnico dell’agenzia IL PODIO TRAVEL
Per informazioni scrivere a: waypointadventure.asd@gmail.com o Whatsapp: 3466186006



