DUAL 500 by Elisa

DUAL 500 – La seconda edizione “zero” della più bella caccia al tesoro su due ruote

Quando il fuoristrada incontra il gioco, l’amicizia e l’avventura

 

Ci sono eventi motociclistici che si corrono. Altri che si affrontano. E poi ci sono quelli che si vivono.

 

La DUAL 500, geniale creatura del Moto Club L’Imponente, appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria. Una formula originale, divertente e sorprendente che riesce a mescolare navigazione, fuoristrada, strategia, spirito di squadra e una buona dose di goliardia, trasformando un semplice viaggio in una vera e propria avventura.

 

Questa seconda edizione “zero” si è svolta su due giornate intense e memorabili, attraversando Appennini e montagne liguri in un susseguirsi di sterrati, panorami mozzafiato, imprevisti, risate e amicizia.

 

La partenza: cavalli veloci e spirito clandestino

 

Il ritrovo è fissato per venerdì 12 giugno presso il concessionario Honda FMC Moto di Reggio Emilia, dove Matteo e la sua solare moglie accolgono i partecipanti con un ricco buffet di brioches, pasticcini e ottimo caffè. Il modo migliore per fare il pieno di energia prima della partenza.

 

Sono sei le squadre al via, con una netta prevalenza di moto storiche, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’evento.

 

Dopo il ritiro della maglia tecnica ufficiale — semplicemente bellissima — arriva il briefing iniziale, e qui si capisce subito che la DUAL 500 non è una manifestazione qualunque.

 

L’idea è quella di vivere una sorta di corsa clandestina di cavalli veloci, poderosi, maestosi e fedeli, fuori dalle rotte convenzionali e trafficate. Si partecipa in squadre di due persone e si deve raggiungere il traguardo finale seguendo il più possibile il misterioso “Percorso del Duca”, una traccia GPX che consente di accumulare punti e soprattutto di evitare il pagamento del “dazio”, restando simbolicamente nella clandestinità.

 

Per certificare il passaggio lungo il percorso esistono i Foto Point, situati nei pressi dei tratti più impegnativi. Qui è necessario scattarsi un selfie che ritragga entrambi i componenti della squadra, rigorosamente con la maglia addosso, insieme a un elemento specifico indicato nelle descrizioni del percorso: una croce, un rifugio, un manufatto particolare.

Per chi preferisce evitare le parti più difficili esistono invece le celebri Chiavi delle dogane, veri e propri bypass nascosti. La traccia GPX indica dove abbandonare il Percorso del Duca; da quel momento entrano in gioco intuito, mappe cartacee, navigatori, smartphone e spirito d’osservazione. Gli indizi conducono alle Chiavi, anch’esse da certificare con un selfie e da utilizzare per ritrovare il percorso oltre l’ostacolo.

 

Una caccia al tesoro motociclistica. Un gioco intelligente che rende ogni squadra protagonista della propria avventura.

 

Nessuna assistenza, solo amici

 

Bisogna arrangiarsi, usare la testa e contare sulle proprie capacità e il supporto reciproco. Ci si aiuta fra amici!

Fortunatamente il meteo decide di essere un prezioso alleato: il cielo è terso e una piacevole brezza accompagna entrambe le giornate. Dopo giorni di tempo stabile, il rischio di pietre viscide e argilla scivolosa è praticamente scongiurato. Non voglio neanche immaginare come potrebbe essere con la pioggia!

 

La DUAL 500 alterna continuamente strade asfaltate secondarie, tortuose e panoramiche, a lunghi tratti sterrati: il vero spirito dual.

 

Via all’avventura

 

Il primo Foto Point è volutamente leggero e goliardico: bisogna fotografarsi in sella a una Honda Monkey direttamente in concessionaria.

 

Poi si parte davvero.

 

Direzione Sella di Lodrignano, dove si sviluppa un divertente anello nel sottobosco che ospita il secondo Foto Point con la croce. Chi preferisce evitarlo può deviare verso il suggestivo Museo del Lucchetto, prima Chiave della manifestazione.

 

La rotta punta poi verso il Passo Frango, dove attende una lunga e impegnativa salita sterrata che conduce a Ca’ Cantone, terzo Foto Point. Il bypass esiste, ma ha il suo prezzo: si sale al passo su asfalto e si immortala un gazebo in legno in vetta, seconda Chiave, allungando però sensibilmente il percorso.

 

Ed è proprio qui che arriva il primo vero imprevisto!

 

La foratura e il pranzo che non ti aspetti

 

Una foratura alla ruota anteriore, proprio sulla salitona sterrata per la Ca’ Cantone, rischia di compromettere la mia avventura.

 

Peggio ancora: questa volta la camera d’aria di scorta è rimasta a casa. Colpa del bagaglio già abbondantemente oltre il limite del ragionevole… come spesso accade.

 

La fortuna, però, sorride agli audaci.

 

È venerdì e un gommista si trova a soli sette chilometri di distanza e io ho una mitica pompetta da bici che fa il suo sporco lavoro e riesce a rimettermi nuovamente in sella. Nell’attesa della riapertura dell’officina dopo la pausa pranzo, la sosta forzata si trasforma in uno dei momenti più belli della giornata.

Alla Trattoria Da Vigion, consigliatissima, ci ritroviamo casualmente in otto partecipanti della DUAL 500 e improvvisiamo una grande tavolata tra racconti, battute e risate.

 

Il tempo vola.

 

Una gonfiata alla ruota per arrivare dal gommista e, in meno di un’ora, la moto è nuovamente pronta a ripartire.

 

Un sincero ringraziamento va all’Officina F.lli Albertelli di Beduzzo di Corniglio, la cui professionalità, rapidità e simpatia mi hanno permesso di continuare serenamente il viaggio.

 

Rifugi incantati e farfalle in volo

 

Si prosegue verso ovest, in direzione Rivalba, affrontando un altro lungo e tortuoso sterrato in salita che conduce al quarto Foto Point: il magnifico e incantato Rifugio Greta, luogo dal fascino quasi fiabesco.

 

Chi sceglie il bypass deve invece andare alla ricerca di un cartello con un cinghiale a Rivalba, terza Chiave dell’itinerario.

 

Poi è la volta del Passo del Cirone.

 

Qui il percorso propone un breve ma impegnativo tratto caratterizzato da lastre di roccia costantemente bagnate da un guado. È il quinto e ultimo Foto Point della giornata.

 

La mia scelta, questa volta, cade sulla Chiave: si sale al passo percorrendo l’asfalto e si raggiunge una deliziosa chiesetta accessibile solo a piedi per ottenere la quarta Chiave. Una breve passeggiata che si trasforma in un momento magico: ad ogni passo nell’erba si alzano decine di farfalle.

 

Per qualche minuto sembra davvero di essere entrati in una favola.

 

L’arrivo al Cuccaro Club

 

Gli ultimi chilometri scorrono veloci tra sterrati spettacolari fino al raggiungimento del Cuccaro Club di Rocchetta di Vara, storica struttura che in passato ha ospitato numerosi personaggi famosi.

 

La giornata si chiude dopo circa 170 chilometri percorsi e cinque province attraversate.

 

I più veloci hanno perfino il tempo di concedersi un bagno nella piscina riscaldata, mentre tutti gli altri arrivano progressivamente e si ritrovano per l’aperitivo.

 

È il momento degli aneddoti, delle imprese raccontate con enfasi crescente, delle risate e dei confronti sui percorsi scelti.

 

Una giornata perfetta, conclusa nel migliore dei modi grazie all’ottima cucina della struttura e a qualche combattutissima partita a biliardino.

 

Il secondo giorno

 

Per il secondo giorno era previsto un itinerario preciso, ma durante la cena della sera prima accade qualcosa di speciale, e all’unanimità si decide di cambiare programma.

 

Niente classifiche, niente strategie, niente caccia ai punti, solo una giornata da vivere insieme.

 

Così, il mattino di sabato 13, il gruppo parte compatto con Giuseppe in testa. Nessuna traccia da seguire. Nessun obbligo. Soltanto l’accordo di aspettarsi ai bivi e aiutarsi nei passaggi più difficili.

 

Dal Cuccaro Club si percorre uno splendido crinale sterrato affacciato su panorami sconfinati, per poi lanciarsi tra le curve dei monti liguri, veloci e leggere come una danza, giusto per ripulire bene le gomme dalla polvere.

 

C’è qualcosa di diverso nell’aria. Questa seconda tappa non è soltanto un giro in moto, ma assomiglia piuttosto a una giornata al parco con tanti amici, con la differenza che al posto delle altalene ci sono montagne, sterrati e vecchie moto che continuano a fare ciò per cui sono nate.

 

Si condivide la fatica. Si condivide il divertimento. Si condivide il viaggio e l’avventura.

 

Il vero tesoro della DUAL 500

 

Al Passo Cento Croci arriva il momento del pranzo.

 

Sono felice. Immensamente felice. Ma anche stanca, e con ancora 270 chilometri da percorrere per tornare a casa. Decido di salutare il gruppo e rientrare, mentre gli altri proseguono verso Reggio Emilia ricollegandosi alla traccia originale.

 

Un piccolo dispiacere c’è. Mi sarebbe piaciuto condividere con loro anche gli ultimi chilometri.

 

Ma resta soprattutto la gioia di aver vissuto fino in fondo tutti i momenti magici di questa straordinaria due giorni fatta di polvere, natura, gioco, amicizia, supporto reciproco, buona cucina, fatica condivisa e puro divertimento.

 

Perché, alla fine, il vero tesoro della DUAL 500 non sono i punti conquistati, i Foto Point trovati o le Chiavi recuperate… Sono le persone!

 

Un grazie speciale al MC L’Imponente per il graditissimo invito e a tutti i compagni di avventura, dal primo all’ultimo.

 

Appuntamento alla prossima DUAL 500… Sarà l’edizione N°1, o la terza edizione “zero”???

E chi può dirlo… Solo il Duca Mc Dual sa la verità!

 

Perché dopo averla vissuta già due volte, la voglia di ripartire arriva molto prima di quella di lavare la polvere dalla moto.

 

Foto di Maurizio Aganetto.

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