Edizione Zero dalla penna, anzi dalla tastiera di Elisa
Tre giorni di viaggio, libertà e amicizia sulle strade della storia


La Adventure Seekers – Fortezze, Edizione Zero è stato un libero viaggio nel tempo.
Organizzata in occasione del MotoFestung 2026 dal MC Eat Sleep Ride, in collaborazione con Di Traverso Adventouring, questa nuova formula di mototurismo culturale si è svolta nell’arco di tre
giornate, da venerdì 19 a domenica 21 giugno, proponendo un modo diverso di vivere l’avventura:


niente classifiche, niente cronometri, ma tanta navigazione, spirito di squadra e libertà di scelta.
Il briefing: l’avventura prende forma
Il ritrovo è già il giovedì sera, alle 18:30, presso la Bierstube Festung, all’interno dell’imponente
Forte Telegrafo, costruito intorno al 1860 e parte del sistema difensivo che domina le colline di
Pastrengo.


Fa già caldissimo e il fine settimana promette temperature roventi. La frescura delle possenti mura
del forte ci permette di rinfrescare le idee e capire meglio cosa ci aspetta.
Gli organizzatori ci spiegano la filosofia dell’evento: lasciare da parte il cronometro, prendersi il
tempo per osservare il paesaggio, respirarne i profumi e affrontare il viaggio senza l’ansia della
competizione.
Detta così sembra semplice. In realtà il programma parla di centinaia di chilometri, numerosi tratti
sterrati e alcune mulattiere decisamente impegnative. Qualche dubbio sul tempo da dedicare alla
contemplazione nasce spontaneo.
Si può partecipare da soli, in coppia o in squadra. Essere in compagnia, però, rappresenta
sicuramente un vantaggio quando si incontrano le inevitabili difficoltà del percorso. I partecipanti
sono circa una cinquantina, pronti a interpretare questa esperienza ognuno secondo il proprio
spirito.
Le prime due giornate saranno le più impegnative: lunghi tratti guidati da tracce GPX si
alterneranno a settori di navigazione libera, nei quali verranno forniti solamente dei WayPoint da
collegare secondo il percorso che ogni squadra riterrà più opportuno. Ognuno potrà decidere se
cercare la via più semplice o quella più avventurosa, come dei veri cacciatori di avventura.
La terza giornata, invece, sarà più rilassata. Originariamente avrebbe dovuto svilupparsi sulle
colline del Garda con attraversamento del lago in traghetto, ma il caldo eccezionale costringerà gli
organizzatori a modificare il programma.
Terminate le raccomandazioni sui rifornimenti, sul rispetto del territorio, delle persone e degli
animali, il briefing si conclude con un ricco aperitivo tra fritti di ogni tipo e bevande fresche,
seguito da una cena conviviale nella Bierstube Festung.
Per la notte ognuno sceglie la sistemazione preferita: hotel convenzionati, ritorno a casa oppure campeggio gratuito presso il Forte Degenfeld, da dove il mattino seguente prenderà il via l’avventura.




Molto apprezzato il servizio di trasporto bagagli predisposto dall’organizzazione, che consente di
affrontare il percorso con le moto alleggerite, portando con sé solamente l’indispensabile: attrezzi,
kit riparazione gomme, acqua e integratori, fondamentali con temperature tanto elevate.Venerdì: Lessinia e Altopiano di Asiago
Venerdì 19 giugno l’avventura comincia davvero.
Le partenze sono previste tra le 8:30 e le 9:30, ma la mia squadra, gli “Amici del Celli”, è già in
sella alle 8:20. E non siamo nemmeno i primi.
Ci attendono circa 300 chilometri, ricchi di paesaggi magnifici e passaggi tecnici.
Attraversiamo la Valpolicella tra vigneti e piccoli borghi per salire verso la Lessinia lungo sentieri
panoramici. La prima traccia termina a Grola: da lì inizia il primo settore di navigazione libera.
Otto WayPoint da collegare passando tra Vallene, Passo delle Fittanze, Bivio del Pidocchio, Rifugio
Primaneve, Passo del Bracchetto, San Giorgio e Camposilvano.
Qui emergono subito strategie diverse, primi battibecchi, errori di valutazione e inevitabili
chilometri aggiuntivi. È proprio questo il bello della formula: ogni squadra vive una giornata diversa.
Percorriamo le strade ex militari della Translessinia, attraversando pascoli d’alta quota, malghe e
monumenti dedicati ai caduti della Grande Guerra, alternando sterrati panoramici ai sinuosi tratti asfaltati della SP6.
Ripartiamo poi con una seconda traccia che ci porta tra antiche contrade della Lessinia, nei
suggestivi Vaji, profonde forre scavate dall’acqua, per poi scendere lungo il letto di un torrente
all’interno di un canyon e risalire verso San Rocco di Piegara.
Dopo il rifornimento affrontiamo la cosiddetta “vecchia Via della Lana”, in un continuo alternarsi di asfalto e sterrati immersi tra vigneti aggrappati ai pendii.
Provvidenziale il ristoro organizzato in cima a una lunga salita sterrata: pasta fredda, tanta acqua e pochi minuti di pausa prima di ripartire.
A Valdagno termina nuovamente la traccia. Ci aspettano altri sei WayPoint da collegare fino ad
Arsiero passando per Recoaro Terme, Valli del Pasubio, Colletto di Posina, Passo Xomo e Posina, proprio accanto alle celebri 52 Gallerie.
Curve infinite, temperature finalmente più sopportabili grazie alla quota e panorami che ripagano
ogni fatica.
L’ultima parte della giornata ci conduce lungo la vecchia strada del Costo di Asiago e poi attraverso
gli sterrati boschivi dell’altopiano fino al Campeggio Ekar.
Montiamo le tende, ci concediamo una meritata doccia e una cena memorabile a base di cacio e
pepe, costicine, salamelle, arrosticini e naturalmente birra.
La serata diventa il momento dei racconti: chi ha evitato il temporale, chi lo ha preso in pieno, chi
ha bucato, chi è caduto, chi si è perso.
Le squadre iniziano già a cambiare composizione. Alcuni decidono di unirsi ad altri partecipanti con un passo più simile; chi aveva affrontato la giornata in solitaria preferisce trovare nuovi compagni
di viaggio. L’avventura, condivisa, acquista ancora più valore.






Sabato: il cuore dell’Altopiano
All’alba il fitto bosco che circonda il campeggio si riempie del canto assordante degli uccelli.
Si smontano rapidamente tende e si rifanno i bagagli, riconsegnati al furgone dell’organizzazione,
mentre i ragazzi del MC Eat Sleep Ride e di Di Traverso preparano la colazione.
Ci aspettano circa 260 chilometri.La prima parte della giornata si sviluppa quasi interamente sull’Altopiano di Asiago, percorrendo strade sterrate ex militari fino a Forte Lisser, dove i cavalli pascolano liberi, e successivamente a Forte Interrotto.
Alterniamo sterrati e veloci strade asfaltate fino a Passo Vezzena, dove troviamo un nuovo e abbondante ristoro allestito dagli organizzatori.
I partecipanti arrivano scaglionati. Ognuno ha seguito il proprio ritmo e spesso anche un itinerario differente. È questa la vera essenza della manifestazione.



















Da qui si riparte collegando tre waypoint fino a Rovereto passando da Carbonare e Serrada.
In Trentino gli sterrati sono vietati ai mezzi motorizzati, ma le splendide strade asfaltate della zona di Folgaria compensano ampiamente questa limitazione con curve perfette e panorami mozzafiato.
Da Rovereto riprendiamo la seconda traccia risalendo verso la Lessinia attraverso la spettacolare
strada della Sdruzzinà fino a Passo delle Fittanze.
Qualcuno incontra un violento temporale, altri riescono a sfuggirne. Ancora una volta ogni squadra vive una propria avventura.






Gli ultimi chilometri alternano boschi, sterrati e mulattiere fino quasi a Fumane, nel cuore della
Valpolicella Classica. Dopo due giornate così intense anche le difficoltà apparentemente più
semplici iniziano a pesare.
Il ritorno al Forte Degenfeld segna la conclusione della seconda tappa.
Le tende vengono rimontate, la cena è ancora una volta abbondante e la birra scorre generosa.
Come da tradizione del MotoFestung, musica dal vivo, risate e racconti accompagnano una lunga serata di festa.
Il programma dell’indomani dovrebbe prevedere le colline del Garda e il traghetto, ma il caldo
record convince alcuni partecipanti a ipotizzare addirittura il ritiro.
Gli organizzatori, però, dimostrano ancora una volta tutta la loro capacità di adattamento e in
pochissimo tempo preparano un itinerario alternativo di circa 160 chilometri con destinazione
Rifugio Primaneve.




La festa continua fino a quando un violento temporale convince tutti a rifugiarsi nelle tende.
Domenica: il gusto di rallentare
L’ultima giornata inizia finalmente con ritmi più rilassati.
Il percorso, prevalentemente asfaltato, è molto piacevole e rappresenta il giusto epilogo dopo due
giornate davvero impegnative.
Raggiungiamo il tanto amato Rifugio Primaneve, ormai tappa simbolo anche delle precedenti
edizioni del MotoFestung, del Lessinia AdvenTour e dell’OffRoad Camp.
È impossibile rinunciare ai loro celebri gnocchi sbatui di malga con ricotta affumicata, immersi nel
burro fuso: una specialità semplice quanto irresistibile.
La stanchezza si fa sentire. Qualcuno si appisola, qualcun altro scherza rotolando sull’erba dopo il
pranzo.
Il ritorno verso il Forte Degenfeld segue ancora una traccia GPX con qualche ultimo divertente
sterrato scorrevole.
Ad attenderci troviamo, naturalmente, altra birra, perfetta per reidratarsi dopo tre giorni vissuti
intensamente.È il momento degli abbracci e dei saluti.
Si fa quasi fatica credere che siano passati soltanto tre giorni.
Più di un evento
Adventure Seekers – Fortezze non è stato soltanto un viaggio in moto.
È stato un esperimento perfettamente riuscito, capace di mettere insieme navigazione, turismo,
cultura, spirito di adattamento e soprattutto persone.
Le squadre si sono sciolte e ricomposte spontaneamente. Si sono create amicizie tra persone che
fino al giorno prima non si conoscevano. C’erano gli smanettoni, i prudenti, i chiassosi, i veri
esploratori e anche chi ha preferito aggirare quasi tutti gli ostacoli per godersi semplicemente il
viaggio.
Ma la sera eravamo sempre tutti insieme.
Una grande famiglia accomunata dalla stessa voglia di avventura.
È stata un’esperienza intensa, a tratti faticosa, a tratti esilarante, che ha lasciato la sensazione di
essere stati in viaggio per una settimana, anziché soltanto tre giorni.
L’Edizione Zero ha dimostrato che questa formula funziona. Anzi, ha tutte le carte in regola per
crescere ancora e diventare un appuntamento fisso nel panorama dell’adventouring italiano.
Un grazie sincero va a tutta l’organizzazione e allo staff, sempre presenti, preparati e pronti a
intervenire in qualsiasi situazione, alla mia squadra degli “Amici del Celli” e a tutti i partecipanti,
perché sono sempre le persone a fare la differenza.
Aspettando la prossima convocazione, una cosa è certa: È stata proprio una gran bella avvent
